venerdì 28 agosto 2015

BEC SUN

Si parte, domani, la congrega è assetata di sang--ria.

Non ho intenzione di dare mie notizie se non alle mie due donne, mia madre e mia figlia.

Scelgo come ultimo pezzo d'agosto da far girare uno dei miei preferiti di sempre...dedicandolo a chi segue il mio blog e a chi avrà pazienza di aspettare il mio rientro per seguirlo di nuovo...



CHICO VOLA VIA

lunedì 10 agosto 2015

Lombrico da pianerottolo

Ok ho chiuso la serranda immaginaria del mio ufficio immaginario e mi sono dichiarato in ferie, ho bisogno di questa settimana, ne ho bisogno come l'aria, e non mi faccio certo più domande, cioè dovrei domandarmi il perchè del fatto che il primo giorno di ferie è anche il primo giorno di pioggia dopo due mesi? Noooo!!
La vera settimana di ferie sarà la prima di settembre, ma questa settimana di fermo forzato serve come il pane.
Mi sono promesso di fare quei lavori in casa rimandati da troppo tempo, di andare a trovare mia zia Emilia a Concorezzo, dove sarà concorezzo poi?, di sistemare la montagna di carta e fatture e bollette e bigliettini vari depositati in un angolo della cucina, di finire di leggere due libri in sospeso, e di buttare i vasi di fiori senza fiori sul balcone, mentre scrivo le cose da fare mi è già passata la voglia.
Non posso raggiungere i blog che seguo di solito perchè ho appena lasciato il mio pc da Manuel che approfitterà di agosto per dare lui una bella sistemata, cosi soli con il cellulare sono un pó limitato.
La pioggia ha abbassato la temperatura e finalmenti i pesci rossi sentono refrigerio e non devono più passare la giornata a boccheggiare, è vacanza anche per loro.


Nel cortile la compagnia dei bambini e del pallone contro il mio box è un ricordo lontano, delle persone che vivono qui ne son rimaste due o tre, compreso me, gli altri fuggiti via con camper e roulotte e macchine ipercariche, tra quelle rimarte anche la mia vicina, che affoga la sua solitudine nello sport, mi ha detto che sta facendo triathlon, l'ammiro e mi spaventa allo stesso modo, e glielo anche detto.

giovedì 6 agosto 2015

GUERRIERI GIOCHIAMO A FARE LA GUERRA


Cresciuto in un centro giovani, Sopravvissuto ad una decina di sgomberi, cantato per più di 15 anni nei “peggiori” centri sociali di Milano, qualcosa ma solo qualcosa dell’Underground di questa città, posso dire di conoscerla.



Ma l’underground che conosco meglio è la metropolitana, credo di aver passato viaggiando, più tempo sotto l’asfalto di Milano che sopra, l’idea di essere un viaggiatore sotterraneo mi è sempre piaciuta, fin dai tempi di pellicole tipo Grosso Guaio a Chinatown, o del Sacro e Intramontabile The Warriors


Il popolo della metro è proprio vasto…

Ci sono quelli che ANCORA non hanno capito che sulle scale mobili se si vuol essere trasportati, BISOGNA STARE A DESTRA, questa cosa del non sapere stare a destra è tipico dell’italiano medio viaggiatore, la stessa cosa accade con gli imbecilli che sulle autostrade stanno a 90 all’ora sulla corsia centrale.

Ci sono quelli che (visto pochi giorni fa) , scattano le foto con il cellulare sulle scale mobili alle mutande delle ragazze con le minigonne, quando l’ho visto ,il tipo, l’ho seguito per un po’ guardandolo, facendo capire che avevo visto cosa aveva fatto, lui faceva il vago, allora gli ho detto che ERA UNA MERDA, lui ha preso la sua valigetta del cazzo e la sua cravatta da banca ed è sgattaiolato via come un babbo.

Ci sono quelli che fanno la faccia stufata e scocciata e annoiata quando salgono quelli che suonano per elemosina, io li ascolto sempre, tolgo le cuffie e ascolto la loro musica, spesso decente a volte brutta, ma è musica, e li rispetto più’ di quelle belle signore agghindate che scendono in montenapoleone o in turati e si tengono strette le loro luis vitton per paura di chissà cosa.

Ci sono quelli che ti si avvicinano al culo quando timbri per entrare senza biglietti, li riconosco , li annuso e faccio segno loro di seguirmi.

Ci sono quelli che comprano gli snack cacca delle macchinette e che sclerano perché una su due ti frega i soldi.

Ci sono quelli che vogliono parlare, spesso anziani, che non fanno male a nessuno.

Ci sono quelli che guardano il cellulare inebetiti e ci sono quasi dentro al telefono.

Ci sono quelli che si baciano slinguazzando a te di fianco anche quando la carrozza è piena di gente, e vorrei chiedere se posso entrare dentro anche io, un giorno lo faccio.

Ci sono quelli che ancora non hanno capito che è inutile correre per le scale quando si sente arrivare il treno perché puoi star certo che il treno che sta arrivando è quello dall’altra parte.


Ci sono quelli che come me non hanno di meglio da fare che giudicare gli altri :-)

...per rimanere in tema, faccio partire sullo stereo qualcosa dei lords



mercoledì 5 agosto 2015

CUCCIOLONE

Quella di mettere i piedi sul cruscotto in macchina è una pratica prettamente femminile, quasi genetica nella donna, se poi ci aggiungi che nel mentre lei si smalta le unghie è il massimo, non credevo si usasse ancora lo smalto sulle unghie dei piedi, questo la dice lunga sulle mie capacità d'osservazione, stamattina presto ho accompagnato Vittoria all’expo, sono scappato via quasi timoroso di essere risucchiato nel vortice dei visitatori, tremante di paura al pensiero di essere fagocitato dentro i padiglioni, da li dopo aver visto la fiera proseguirà da sola con una sua amica per la liguria, il suo passaggio da me è stato rigenerante, salutare, come innaffiare una pianta assettata, l’acqua dei miei pensieri è scesa nelle terra secca del mio cervello con vorace velocità, sparita nelle profondità della mia mente.

Ieri sera abbiamo riso di gusto, guardato vecchie foto e pianto dal ridere di battute di vecchi film che ricordavamo a memoria (vediamo se trovo qualcosa su youtube…) 

ecco si figurati se non c’erano




oppure



...poco fa invece mentre commentavo un post , mi è venuto in mente che, il tempo passa…

Anche le battute passano, e il modo di vivere la comicità, e la maniera di ridere…

Questa cosa è pazzesca e se mi ci metto a pensare divento matto, più’ di quello che sono già..

Un ragazzo di adesso riderebbe mai ad una battuta di un film di fantozzi?, o ad un discorso disarticolato di Allen, o ad una smorfia di lino banfi? oppure capirebbe un monologo di Hicks?



So che io per primo ho smesso di ridere alla comicità di adesso, l’ultimo zelig (forse dieci anni fa) che ricordo di aver visto in tele mi faceva ridere, i personaggi erano carini e davvero divertenti, adesso i programmi comici in tele mica li capisco, davvero, e non riesco anche se mi sforzo, a ridere.

Giorni fa mangiai un cucciolone e feci una foto alla battuta che c’era disegnata su…

Fotografai perché volevo spiegazioni, volevo capirla…


Vi prego spiegatemelaaaaaa



martedì 4 agosto 2015

TIPICI TIPI DA MIRTO

In macchina non ho molta musica, anzi non ne ho, anche perché le portiere non le posso chiudere e lasciandola aperta meno cose lascio dentro meglio è , quando faccio viaggi lunghi mi porto chiavette usb d'ogni genere e materia e con un cavetto attaccato alla radio faccio la mia magia, ma è un po' che non mi fido della mia vecchia carretta per i viaggi intergalattici, così in direzione aeroporto per ascoltare musica ho acceso la radio, l'ho presa dal cassetto del cruscotto, fatta cadere davanti al sedile del passeggero, e incastrata non senza difficoltà nel suo alloggiamento.

Passo in rassegna le radio schiacciando la freccia versa destra, una , due , tre, bla ,bla, bla....

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Ma alla radio fanno musica o parlano?

Ma cosa hanno da dire e stracazzoparlare i "dj", la radio in Italia é inascoltabile.


E poi tutti a voler fare i social anche li, "bene oggi per la rubrica facciamoci i cavoli degli altri, raccontateci la vostra prima volta, dai forza chiamate messaggiate uozzappate"... 

Ma io dico!!!


Ho spento.

Colpo di genio, penso a cuffie e cellulare, sorriso 126 denti, bella li.

La difficoltà di cliccare su BRANI CASUALI dopo la nuova ennesima versione di iOS mi impone di cercare l'artista e schiacciare, devo scorrere fino in fondo, è un percorso lungo, scelgo Wild Cherry,... ed è li che tutto è successo: la macchina, la tangenziale, la lombardia , il pianeta, l'universo si riempie di funky , tutti balliamo e tutti abbiamo i capelli ricci e tutti indossiamo scintillanti gilet a scaglie dorate e argentee...scendiamo dalle macchine e balliamo, c'e' gente che fa scorrere la pancia sui cofani, altri ballano alzando calici di vino bianco ghiacciato, cin cin di bicchieri a tempo, il testo di i feel sanctified scorre tipo karaoke sui tabelloni che fino a poco prima indicavano le code dei caselli, io sono sul tetto della mia macchina e saluto con lo sguardo tre ragazze polacche che ballano sul tettuccio della loro auto, una famiglia di sloveni fa il trenino attorno al loro minivan...poi sono arrivato all'aeroporto.


....







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La malpensa sembrava presa d'assalto, sembrava uno di quei formicai  che calpesti in un prato con tutte le formiche che diventano matte e sgambettano la loro incertezza in cento direzioni differenti , ma ho riconosciuto Vittoria fra mille teste, la sua é sempre la più bella.

Ecco, mi dicevo, mentre si avvicinava con un sorriso in ascesa, se non fosse che é una mia amica da sempre..., ma il pensiero é sfumato via come soffiare con un compressore due piccole candeline dalla torta di compleanno di un bimbo con pochi invitati


Ci siamo abbracciati con uno slancio elastico, un sincrono che sembrava provato nel dietro le quinte per mille volte, un abbraccio perfetto...

La serata l'ha fatta poi il Mirto, e noi, e le parole soffiate...

lunedì 3 agosto 2015

Leggo Beast Dub


... e poi è venuta fuori questa foto, in un pomeriggio domenicale dedicato al riordino dei "cassetti" del pc, in mutande e con il ventilatore a palla sdraiato di tre quarti sul divano in una posizione scomodissima ma estremamente comoda, giocherellando con l'ombelico per fare pausa, con un sacchetto di patatine e una birra scrausa ma fredda, nello stereo Satta Massagana, quest'ultimi servivano, semmai ce ne fosse stato bisogno,  per allontanare da me anche la più piccola e insignificante voglia di alzarmi dal divano.
Che bello che è stato pisciare sulla sabbia di un isola, in faccia alla civillta', per mantenere il rigoroso rispetto verso il mare.
Il mare.
Il mare.
Il mare.
Il mare.
Il mare.